Cantina Monti

Cantina Monti

Nel 1972, a seguito di un incidente di montagna e su consiglio del medico, Sergio Monti torna a Cademario, dove la famiglia monti si è radicata dal 1498, per dedicarsi a dei “lavoretti all’aria aperta”.  Si compra una forbice e comincia a liberare dai rovi la vecchia cascina abbandonata nei Ronchi di Cademario. Presto la febbre del “richiamo della terra” si impadronisce di lui e, sistemata la cascina, medita di ripristinare i filari di vigna. Nel 1976 nasce il primo vino, pigiato con una vecchia tramoggia a manovella e diraspato a mano su una ramina da pollaio. Sino al 1978 nei Ronchi non c’era né strada né elettricità, e solo l’acqua della fonte garantiva l’avvio della produzione viti-vinicola. Bisognava scendere e salire a piedi dal villaggio e portare tutto a spalla. Sergio si immerge anima e corpo nella ricerca di un vino dalla qualità superiore, allargando i vigneti e sperimentando nuovi vitigni, creando così una collaborazione con l’ Ufficio Federale di Ricerca Agronomica.  I figli, Delio e Ivo vengono da subito coinvolti dalla sua profonda passione seguiti dal loro amico d’infanzia Giovanni Cavalieri, oggi responsabile dei vigneti. Sono anni di coraggiosi esperimenti in cantina e in vigna sostenuti da una costante formazione accademica.

Sergio si rende subito conto che per creare un grande nettare bisogna produrre poca uva per ceppo. Divenuto presidente della Federviti e più tardi presidente dell’Assemblea dei Viticoltori Svizzeri,  è riuscito a traghettare il mondo viticolo ticinese in questo delicato cambio di mentalità. Non poche volte, alle assemblee,  veniva fischiato e contestato a gran voce quando esortava i viticoltori a tagliare i grappoli ancora verdi per diradare la produzione.

In tutti gli anni di continua evoluzione la Cantina Monti non ha mai smesso di sperimentare e azzardare sistemi sempre più concentrati nella ricerca di un prodotto che permetta alla terra di elevare il suo canto al cielo.

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